
Un amministratore al quale è scaduto il mandato senza che l’assemblea ne abbia nominato uno nuovo, entra in una fase di prorogatio, ma può ancora continuare a gestire cause legali in corso o quelle potenziali? Approfondiamo la questione.
Nel momento in cui un amministratore termina il proprio mandato annuale in un condominio, senza che l’assemblea abbia già provveduto a riconfermarlo o nominare un nuovo amministratore, si entra in una fase definita “prorogatio”.
Durante la fase in cui l’amministratore è “pro tempore”, egli continua ad occuparsi della gestione ordinaria e urgente del condominio, anche se con poteri limitati. A tal proposito, in situazioni di questo genere, ci si potrebbe chiedere se l’amministratore in proroga può occuparsi della gestione delle liti condominiali, in particolar modo se può continuare a gestire le eventuali cause in corso o se può intraprendere nuove azioni legali, qualora necessarie.
In merito, la giurisprudenza fa una netta distinzione tra i provvedimenti giudiziari già avviati e le azioni legali da intraprendere, poiché l’amministratore in prorogatio ha poteri diversi a seconda della situazione.
Nei casi in cui vi siano dei provvedimenti giudiziari già in corso, l’eventuale cessazione del mandato di dell’amministratore o il suo passaggio nel regime di prorogatio, non ha incidenza immediata sul processo. In un contesto processuale il condominio non può restare senza un rappresentante legale, pertanto l’amministratore continua ad operare solo come organo rappresentativo ed il legale incaricato potrà così continuare il suo lavoro fino alla conclusione del processo.
Naturalmente, in situazioni di questo tipo, i condòmini devono essere informati costantemente sull’evolversi del processo, pertanto è consigliabile ed importante mantenere una comunicazione costante con l’avvocato incaricato per monitorare l’andamento delle cause in essere.
Per quanto riguarda, invece, le nuove azioni legali o le azioni legali deliberate ma non ancora avviate, l’amministratore in regime di prorogatio può avviare nuove cause solo se sono necessarie per la gestione ordinaria del condominio o se rivestono carattere di urgenza. Ad esempio, nel caso in cui bisogna avviare un decreto ingiuntivo per il recupero di quote condominiali non versate, tale azione legale si configura come necessaria per la gestione della cassa condominiale, ciò significa che in questo caso l’amministratore può procedere senza ulteriori approvazioni, anche se non ha diritto ad un compenso aggiuntivo.
Nel caso in cui l’azione legale intrapresa non si configura come “urgente” e non rientra nelle attribuzioni legate alla gestione ordinaria del condominio, l’amministratore agisce a proprio rischio e si assume personalmente le responsabilità di tale iniziativa. Inoltre, egli ha l’obbligo di informare immediatamente l’assemblea condominiale e questa dovrà deliberare se ratificare o meno l’azione legale intrapresa. Se l’assemblea decide di ratificare l’azione, il condominio procede con la causa, se invece l’assemblea decide di non ratificare l’azione legale, l’amministratore potrebbe essere chiamato a rispondere delle conseguenze legali.
Un altro punto importante da chiarire riguarda la nomina dell’avvocato. La questione problematica si presenza se l’assemblea ha deliberato un’azione legale, ma l’amministratore è in prorogatio. In casi di questo genere, la legge prevede che la procura diventi inefficace se conferita da chi, alla data della costituzione in giudizio, è già cessato dalla carica oppure opera in prorogatio.
Perciò, sostanzialmente, per le cause già avviate l’avvocato potrà continuare a svolgere il proprio incarico senza problemi, per le cause nuove l’amministratore in prorogatio può dare mandato all’avvocato solo se l’azione legale è ordinaria o urgente, altrimenti rischia l’inefficacia della nomina, salvo che l’assemblea non ratifichi il suo operato.
In conclusione, l’amministratore in proroga ricopre un ruolo delicato nella gestione delle cause legali in condominio e proprio per questo motivo è consigliabile che agisca sempre con attenzione, rispettando i limiti imposti dalla legge, così da evitare eventuali problematiche future.
Deborah Maria Foti
Ufficio Stampa ANAPI
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L’articolo Amministratore in prorogatio e gestione delle cause condominiali proviene da ANAPI – Associazione Nazionale Amministratori Professionisti di Immobili.
