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ANAPI: Sì a una proposta di riforma del condominio che tuteli maggiormente gli amministratori
riforma del condominio

Il Presidente Nazionale ANAPI ha tenuto un webinar per discutere ed esaminare alcuni aspetti relativi alle ultime proposte di legge che riguardano il settore condominiale. Di seguito alcune considerazioni.

Il webinar organizzato da ANAPI lo scorso 29 aprile, tenuto dal Dott. Vittorio Fusco – Presidente Nazionale ANAPI, ha approfondito le ultime proposte di legge di riforma del condominio, analizzandone i vari aspetti e le possibili criticità.

Partendo dalla proposta di legge presentata a novembre 2025 dall’Onorevole Elisabetta Gardini (Atto 2692), successivamente formalmente ritirata, il Presidente Fusco ha evidenziato la necessità di una riforma del condominio, evidenziando l’importanza del coinvolgimento delle associazioni di settore che da anni si occupano della formazione e della tutela degli amministratori di condominio.

La proposta di legge Gardini aveva sollevato vari dibattiti e alcune perplessità riguardo varie questioni, tra le quali l’introduzione dell’obbligo di laurea per gli amministratori di condominio. In particolare, questo punto, ha destato preoccupazione tra i professionisti che da anni operano nel settore, pur non essendo in possesso del titolo di laurea, poiché dal testo presentato i parametri richiesti per l’accesso alla professione potevano risultare particolarmente restrittivi.

Lo scorso 24 febbraio è stato presentato in Senato il Disegno Di Legge n. 1816 dal senatore Paolo Tosato, primo firmatario, ovvero una proposta che punta a modificare e correggere alcune delle criticità emerse dopo la riforma del condominio, ovvero la Legge n. 220/2012.

Una delle principali novità introdotte da questo DDL riguarda la modifica dei requisiti di accesso alla professione di amministratore di condominio. Nello specifico, secondo il DDL, in alcuni casi è previsto il conseguimento della certificazione secondo la norma UNI 10801:2024, che attesta competenze reali attraverso esami, verifica dell’esperienza e aggiornamento continuo, superando l’attuale sistema basato su requisiti minimi formali. L’obiettivo è limitare l’ingresso di amministratori di condominio “improvvisati” e differenziare i requisiti in base alla complessità del condominio, richiedendo standard più elevati per quelli di maggiori dimensioni o con gestione più articolata.

Secondo il Presidente Fusco, il DDL presentato in parte mira sicuramente a tutelare la professionalità degli amministratori di condominio, ma se da un lato vengono proposti parametri più restrittivi per l’accesso alla professione, tali parametri sarebbe utile rivederli anche in merito alla Legge n. 4/2013, in particolare rispetto ai requisiti richiesti ai soggetti che si costituiscono e operano in qualità di Associazioni professionali.

Il Presidente Nazionale ANAPI ha affrontato questa questione sottolineando che appare sempre più necessario introdurre criteri più stringenti e uniformi, idonei a garantire un adeguato standard qualitativo delle attività associative. In particolare, sarebbe opportuno definire parametri più chiari e precisi sui tempi e sulle modalità di svolgimento dei percorsi formativi e con riferimento alla formazione a distanza, sarebbe opportuno prevedere un sistema di controlli gestito dal MIMIT sullo svolgimento dei percorsi, affinché gli stessi rispondano a requisiti più omogenei, trasparenti e coerenti con i principi della Legge n. 4/2013.

Inoltre, anche riguardo al rilascio degli attestati di frequenza, secondo il parere del Presidente Fusco, sarebbe opportuno che questo fosse subordinato a un sistema efficace di verifica, in grado di accertare la partecipazione al percorso formativo e la sussistenza dei presupposti necessari per il rilascio del relativo attestato.

Pertanto, sicuramente vi è la necessità di riformare il settore condominiale su più aspetti, ma sarebbe utile iniziare a pensare anche ad una riforma che possa rafforzare e migliorare la Legge n. 4/2013.

Un’altra questione trattata in occasione del webinar è stata quella relativa ai revisori condominiali e alle novità previste dalla bozza di revisione della norma UNI 11777. In merito ai requisiti di accesso alla professione, il requisito di laurea magistrale, secondo il Presidente Fusco, appare eccessivo rispetto alla natura della figura professionale disciplinata. L’introduzione di un requisito accademico così elevato, rischierebbe di determinare una sproporzione tra il perimetro effettivo della funzione e la soglia di accesso alla certificazione, poiché il revisore condominiale non coincide con una figura ordinistica tradizionale, né con un profilo professionale tipizzato da un apparato normativo specialistico e autonomo, bensì è chiamato a svolgere una funzione di verifica dell’operato dell’amministratore di condominio.

Tale prospettiva, oltre a restringere la platea dei potenziali candidati, potrebbe tradursi in un deterrente all’ottenimento della certificazione, ostacolando la diffusione di una figura che per sua natura dovrebbe essere valorizzata, nella prospettiva della trasparenza e della corretta verifica documentale e contabile in ambito condominiale.

Analoga considerazione potrebbe essere fatta in relazione all’iscrizione all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili e all’iscrizione nel Registro ufficiale dei revisori legali, così come in relazione alla previsione, come primo accesso, della frequenza e del superamento di un corso di formazione professionale per revisori condominiali di 120 ore. Anche in questo caso, tale requisito appare eccessivo e non del tutto coerente con il perimetro specifico della revisione condominiale.

In sostanza, la posizione del Presidente Nazionale ANAPI, in linea generale, è di apertura nei confronti di possibili riforme che possano migliorare il settore condominiale e possano tutelare maggiormente la professione degli amministratori condominiali, nonché quella dei revisori condominiali. Ma per formulare proposte di legge più specifiche, il Dott. Fusco ribadisce che è necessario il coinvolgimento delle associazioni di settore che da anni sono impegnate nella formazione e nella tutela dei professionisti.

Solo attraverso un confronto e un dialogo costruttivo tra associazioni, professionisti e istituzioni è possibile operare in modo adeguato e procedere con una proposta di riforma del condominio che valorizzi l’ambito e i professionisti che vi operano quotidianamente.

Deborah Maria Foti
Ufficio Stampa ANAPI

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L’articolo ANAPI: Sì a una proposta di riforma del condominio che tuteli maggiormente gli amministratori proviene da ANAPI – Associazione Nazionale Amministratori Professionisti di Immobili.

Pubblicato il
8 Maggio 2026

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